Questo blog è dedicato a NOI che
siam rimasti uniti
senza fotterci mai, e che sull'amicizia e sulla lealtÃ
ci abbiam puntato pure l'anima.
Iro era molto innamorato di Biancaneve ma non osava dichiararsi.A questo punto molti di voi diranno volendo puntualizzare: “Ma vamp significa donna dal fascino ammaliatore e aggressivo, ed il vampiro è un uomo”.
"Anche Luca era gay e ora invece sta con lei," rispondo io facendo eco a Povia, "e allora che problema c’è?"
L'importante è non far Povia a Umberto Eco anche perchè non vuol dire un cazzo.
Torniamo quindi da Iro che non trovava il coraggio di manifestare il suo amore.
Pensava “come potrebbe una così bella donzella amare un mostro come me?”
Allora si accontentava di trasformarsi in pipistrello e di appollaiarsi a testa in giù sul ramo dell’albero che dava sulla camera di Biancaneve e di osservarla dalla finestra.
Iro era molto vamp e molto innamorato.
Un giorno era lì che la osservava dalla finestra, quando lei lasciò la sua stanza.
Di solito Iro a quel punto se ne andava, ma quel giorno, spinto da una forte curiosità, decise di entrare dalla finestra.
Iro era molto vamp e molto innamorato e molto curioso.
Entrò, si mise davanti allo specchio e disse le fatidiche parole “Specchio specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?”
” E che ne so io?” rispose lo specchio “ la tua immagine non si riflette, come faccio a dirti se sei bello, se sei brutto, o se sei così così? E in ogni caso ti tirerebbero le pietre”.
“Stronzo di uno specchio” disse Iro.
Iro era molto vamp e molto innamorato e molto curioso e molto permaloso e molto maleducato.
" E comunque, per darti un'idea, sono appena al di sotto di Brad Pitt
Ma più bello di Johnny Depp,
Che moltissimi chiamano Johnny Dip."
Ad un tratto ecco entrare Superman nella stanza.
“Chi sei tu?” chiese Iro.
“Come non mi riconosci? Sono Superman”
“No non ti riconosco, non mi sembri Superman” disse Iro.
“”Ah scusa è vero” fece Superman “mi son dimenticato di togliere gli occhiali da Clark Kent” e si tolse gli occhiali.
“Ora si che ti riconosco! Con gli occhiali sei irriconoscibile! Che ci fai qui?”
“Sono qui per Biancaneve, sono innamorato di lei”.
“Ma vaffanculo" sbottò Iro.
Iro era molto vamp e molto innamorato e molto curioso e molto permaloso e molto maleducato e molto geloso.
Mentre Iro e Superman si guardavano storto perché ognuno voleva Biancaneve per sé, ma soprattutto perché Superman quando si toglieva gli occhiali diventava guercio e un po’ strabico e ti guardava storto nel vero senso della parola, ecco entrare Berlusconi.
“Berlusconi?!?!” dissero in coro Iro e Superman “e che ci fai qui?"
”Sono qui per Biancaneve, per il suo compleanno”.
“Ma oggi non è il suo compleanno” dissero gli altri due.
“Allora sono qui per il suo non compleanno”.
“Eccheccazzo” fece Iro “ma sei un Premier o sei Alice nel Paese delle Meraviglie?”
Iro era molto vamp e molto innamorato e molto curioso e molto permaloso e molto maleducato e molto geloso e molto sarcastico.
D’improvviso ecco entrare un nuovo personaggio dalla porta.
“Harry Potter! "urlarono all’unisono Iro Superman e Berlusconi.
“Ma che Harry Potter e Harry Potter, io sono Franceschini del PD”
“Ah, certo che però assomigli a Harry Potter, e che ci fai qui? Non dirmi che anche tu sei qui per Biancaneve” chiese il vampiro.“No, sono qui perché sto seguendo Berlusconi per spiarlo e poterlo poi sputtanare perché siccome non ho idee propositive mi devo arrangiare col gossip”
A questo punto ecco entrare nella stanza i sette nani.
“I sette nani! Che ci fate voi qui?” chiesero Iro, Superman, Berlusconi e Franceschini.
“Come che ci facciamo noi qui? Siamo gli unici che c’entriamo qualcosa in questa storia, siamo amici di Biancaneve voi che ci fate qui piuttosto?!?!”
Ma ecco entrare i ragazzi di Amici, per la precisione Alessandra Amoroso, Marco Carta, Valerio Scanu e Luca Napolitano.
“I ragazzi di Amici!” dissero Iro, Superman, Berlusconi, Franceschini e i sette nani “e che ci fate voi qui?”
“In particolare niente, ma dobbiamo essere dappertutto per contratto”
“Ah ecco.Mi sembra che ci sia un po’ troppa gente in ‘sta stanza, no vi pare?” fece notare Mammolo.
Ma ecco entrare dalla porta la strega cattiva imprecando “Maledizione” Maledizione e ancora maledizione!!!” urlava la vecchia mentre teneva in mano la mela avvelenata.
“Che è successo?” chiese Franceschini alla strega.
“Vedi Harry” rispose lei “Biancaneve è morta.”
”Biancaneve è morta?” dissero tutti i presenti costernati “ e come è morta?”
”E’ andata alla festa di Halloween e si è messa una zucca in testa, però a mezzanotte la zucca si è trasformata in una carrozza e le i si è ritrovata con una carrozza in testa che le ha spezzato il collo ed è morta”
“Ma non era il contrario?” chiese Carta “non era una carrozza che a mezzanotte doveva tornare zucca e non viceversa?”
“Beh” disse amara la strega “ anche la tua canzone fa cacare ed ha vinto il Festival di Sanremo, è un mondo che va al contrario…”
Se ne andarono tutti in silenzio affranti per la morte di Biancaneve.
Iro si fece un overdose di aglio e morì suicida.
Superman si fece un overdose di criptonite e morì suicida.
Berlusconi si fece un overdose di cocaina ma non morì perché è immortale.
Franceschini si fece una pippa perché lui stesso è una pippa.
I sette nani indissero tre giorni di sciopero e non andarono a lavorare alla miniera.
I ragazzi di amici andarono da Maria de Filippi e le dissero “Maria! Maria! E’ morta Biancaneve!”
“ E a me che me ne fotte?” rispose lei col vocione.
Solo Marco Carta non sembrava triste come gli altri, anzi un sorriso attraversava il suo volto.
Andò a casa e scrisse una canzone che raccontava la storia di una bellissima ragazza morta a causa di una carrozza arrivatale in testa.
La presentò al Festival di Sanremo e, per giunta, lo vinse.
Iro era molto vamp e molto innamorato e molto curioso e molto permaloso e molto maleducato e molto geloso e molto sarcastico e molto morto.
Era una giornata splendida di Primavera.
Non potevo starmene chiuso in casa.
Mentre camminavo verso quell'ermo colle che sempre caro mi fu, guardavo lo splendido paesaggio che mi circondava: I monti mi sorridevano, le caprette mi facevano "Ciao" e i gatti mi facevano "Miao".
Finalmente giunto in vetta, feci un respiro profondo per riempirmi i polmoni di quella brezza primaverile e poi, pur non trovandomi ad Assisi, mi assisi sotto un albero.
In cielo nemmeno una nuvola, il sole continuava a splendere alto, i fiori profumavano l'aria, gli uccellini cinguettavano e sembravano dire in coro: "Acqua Uliveto, digerisci meglio e vivi in forma".
Non potei non eslcamare." Acci - picchia! Questo è un mondo fantastico!!!".
D'un tratto, mentre mi riempivo la mente e l'anima di quella serenità, proprio un attimo prima che mi sovvenisse l'eterno, mi accorsi che non ero solo.
Davanti a me passò Rocco Siffredi che indossava una T- shirt nera, davanti portava una scritta bianca:"Trombo, quindi esisto", e dietro la versione latina (sempre in bianco):"Coito ergo sum".
Alla mia destra, c'era un individuo che sosteneva di chiamarsi Fibra e che insisteva perchè lo applaudissi.
Alla mia sinistra un carretto passava e quell'uomo gridava gelati.
Più in là c'erano dei bambini che facevano "oooohhh".
In un angolo appartato due innamorati si baciavano sognando di far l'amore su di un cornicione, più o meno come fa un piccione.
Ricordo che pensai: "Mmmhhh.. Quest'ermo colle non è poi così ermo come mi vuol far credere".
Per distrarmi estrassi dallo zaino la mia rivista preferita ed iniziai a sfogliarla.
I miei occhi si persero di nuovo al di là di quella siepe che da tanta parte de l'ultimo orizzonte il guardo escludeva.
Non c'era niente da fare, nonostante tutto, quello rimaneva, tra i tanti, il mio panorama preferito.
Soprattutto la copertina.
Il post viene insertio nella categoria "Randagy ad honorem" perchè testo e musica sono del Maestro Rocco Tanica.
E niente, ci tenevo a precisarlo.
RAPPUT
E quella volta, una domenica di Ottobre, già l’autunno ci moriva addosso e io fumavo sigarette amare, e tu come uno specchio rotto riflettevi quell’immagine sbiadita del ricordo del frammento di un brandello del profumo di quell’angolo d’estate e mi dicesti: “Voglio vivere la vita come un alito di vento nell'aurora che, inseguito dalla notte già racchiude le speranze di un domani tutto mio che mi appartenga, e come donna accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io dicevo “Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza” ma pensavo: “Puttana”.
Così pensasti, decidesti e mi annunciasti: “Quest’estate vado in Grecia con Giovanna, mi preparo a accarezzare nuovi scampoli d’assenza”, io ti dissi: “Scusa cara, cosa cazzo ti prepari per l’estate, siamo a ottobre, è quanto meno prematuro”; tu piangesti tutta notte ed al mattino ti svegliasti, gli occhi pesti, ripiangesti e mi dicesti: “Siamo onesti, vuoi che resti per tarpare le mie ali ed impedirmi di volare, e come donna accarezzare nuovi scampoli d'assenza”, io ti dissi: “No, prudenza, non potrei vederti senza quei tuoi scampoli d'assenza io rispetto le tue scelte”, questo dissi ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia ci andavate solo per sentirvi… puttana.
Poi sei tornata dalla Grecia io fingevo che non mi importava niente, ti chiedevo le notizie più banali, tipo: “Chissà quanta gente avrai trovato, che bordello di turisti”, tu negavi ed affermavi: “No no no no no no no no no no no no no no no no no no no, eravamo solamente io e Giovanna sopra un’isola deserta insomma tipo c’hai presente due chilometri di spiaggia tutta vuota, dormivamo in un capanno in riva al mare ed ogni sera i pescatori ci portavano del pesce, facevamo le grigliate sulla spiaggia e cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti fino all’alba, tanto l’isola è deserta”, mi dicevi e io pensavo: “Ma che cazzo, tutti quelli che ritornan dalla Grecia sono stati sopra un’isola deserta tipo c’ho presente due chilometri di spiaggia vuota col capanno e i pescatori, ma contando tutti quelli che mi dicono ‘sta cosa io mi chiedo quante cazzo di isolacce deve averci questa merda di una Grecia, poi ‘sti pescatori greci non potrebbero pescare in altomare ed impiccarsi con le reti senza andare a importunare le ragazze come te che normalmente sono brave ma travolte dagli eventi non disdegnano di fare la puttana?”.
E adesso tu mi chiedi come mai son così pallido e patito mentre tu sei tanto sana. La risposta è fra le righe di quest’aria che ti canto, che nel mentre che tu stavi sopra l’isola deserta strafogandoti di "cozze " con Giovanna e i pescatori, io da solo chiuso in casa non potevo fare a meno di pensare a te lontana già da qualche settimana e comporti una canzana praticando una gimkana che mi ha fatto alfin capire che tu sei, saresti stata, eri, fosti, sarai sempre e dillo pure anche a Giovanna… il mio amore, sì il mio amore, nonostante qualche dissapore. Come una libellula selvaggia io sorvolerei, però dimmi cosa hai fatto con il greco sulla spiaggia. Senza fiato, senza bronco, tu sei ritornata ma ti stronco; se ti lascio in faccia i segni del saldatore so che capirai: io non ti serberò rancore.
cum conctractio vaginalis
Invece era Francesca Schiavone. Va beh mi son sbagliato, capita.
Se Ronaldo non si accorge che le donzelle con cui esce sono dei trans non vedo perchè io non possa confondere Camoranesi con la Schiavone.
Sono forse io meno di Ronaldo?
Comunque Forza Leonessa!
E fanculo Fiammetta!
La Volpe,quella notte, si introdusse furtivamente nel pollaio, ma evidentemente non era stata abbastanza cauta e silenziosa nei suoi movimenti perché il gallo si svegliò e vedendola disse: “Che ci fai da queste parti Adriana?”Adriana Volpe rispose: “Shhhtt!C’è Corona che mi insegue perché vuol farmi delle foto e poi ricattarmi, sono venuta qui a nascondermi!”
”Mettiti lì fra le galline” disse sarcastico il gallo “così anche se Corona entra non ti riconosce là in mezzo, ti mimetizzi” ed avrebbe fatto seguire una grassa e gallesca risata a questa battuta se non fosse che i galli non ridono.
Intanto da fuori si udiva una voce di uomo che gridava:” Adrianaaaaa! Adrianaaaaa!”
”E’ lui!” disse spaventata la Volpe “si sta avvicinando!”
”Sicura che sia Corona?” chiese ironico il gallo “secondo me è Rocky Balboa”, ed avrebbe fatto seguire una grassa e gallesca risata a questa battuta se non fosse che i galli non ridono.
Intanto una gallina, a causa di un incubo o forse disturbata da tutti questi rumori notturni, iniziò ad agitarsi nel sonno ed urtò l’uovo che stava covando facendolo cadere e spiaccicare a terra.
”Noooooooooo!” urlò la gallina (che si chiamava Gina) “Figlio mioooooooo!”
”Su su, non disperarti Gina” disse il gallo “ quello non era tuo figlio, un uovo si può considerare pulcino solo al momento in cui viene messo la mondo e rompe il guscio”
”Ma che dici mai?” disse la gallina Gilda che aveva sentito il discorso tra il gallo e Gina “Un Pulcino è già un essere vivente sin dal momento del concepimento…” ed ebbe così inizio una lunga e profonda discussione etico-gallinesco-religiosa della quale, ovviamente, la Volpe non capiva una mazza.
Ma all’improvviso la porta del pollaio si aprì…
”E lo vedi che avevo ragione?” disse il gallo.
Infatti quello che era entrato nel pollaio sembrava Rocky, ma se lo guardavi bene ti accorgevi che invece era Rambo.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale
Raul e Will, due CowBoy, erano seduti in riva ad un fiume. Era l'ora del tramonto, un classico tramonto texano (come se io ne avessi mai visto uno), e i due si riposavano e chiacchieravano tranquilli.
Quando ad un tratto, ecco apparire loro un cavallo dal grigio pelo.
"Salve ragazzi!" disse il cavallo.
Will utilizzando una classica espressione da CowBoy disse"Perdinci!Un cavallo parlante?!?"
"Io sono Furia il cavallo del West, e sono molto stanco, ho cavalcato tutto il giorno..."
"Riposati con noi" fece Raul "Dissetati, bevi un po' d'acqua di fiume"
"Io sono Furia il cavallo del West e bevo solo caffè! Per mantenre il mio pelo il più nero che c'è"
"Ma veramente... veramente il tuo pelo è grigio" disse uno dei due CowBoy.
Furia si zittì e, passati pochi secondi, iniziò a piangere.
"Perchè piangi amico mio?" domandò Will.
"Perchè è inutile che io continui a mentire a me stesso. Sono invecchiato ed il mio pelo non è più nero. Ero giovane e forte, ero l'eroe di tanti bambini e adesso, eccomi qua, vecchio, grigio e leggermente rincoglionito"
"Non fare così dai" disse Raul "Il brizzolato piace alle femmine. Sei il George Clooney degli equini.
Dai bevi un goccio di buon caffè con noi."
"Davvero sembro George Clooney?" disse Furia mostrando un sorriso a cui mancavano due denti.
"Certo! Due gocce d'acqua!"
Il cavallo, rinfrancato, bevve il caffè e poi chiese :"Non è che per caso avete anche una sigaretta?"
Raul gliela offrì e poi gli disse :"Però anche te Furia, ti lamenti tanto del tuo aspetto fisico ma non fai nulla per mantenerti in forma. Bevi caffè, fumi Marlboro...insomma..."
E mentre Raul diceva queste cose a Furia, ecco dal cielo atterrare leggiadro Pegaso, il leggendario cavallo alato.
"Ooooooohhhhh!" disse Raul.
"Ooooooohhhhh!" disse Will.
"Iiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhh!" disse Furia che nitrì per la prima volta da quando è iniziato il racconto.
"I due CowBoy rimasero abbagliati dalla bellezza di Pegaso: "Mio Dio, è veramente uno splendido esemplare di cavallo!" dicevano.
"Ma che esemplare e esemplare" ribattè Furia "saran mica quelli lì quelli belli!
E'un incrocio tra un cavallo e una gallina.
Furia era furioso, ardeva d'invidia ed era anche piuttosto incazzato per il fatto che qualcuno gli avesse rubato la scena.
Fino a pochi secondi fa era lui il George Clooney della situazione.
"E poi, io non avrò le ali, ma so parlare!" disse.
In realtà Pegaso parlava correttamente otto lingue e, ovviamente, conosceva a menadito il greco antico, ma questo Will e Raul non lo potevano sapere e quindi Furia guadagnò qualche misero punto in classifica.
"Sì però" disse Will utilizzando un'altra classica espressione da CowBoy "Corbezzoli è proprio bello!"
Furia fu accecato dall'ira, partì di corsa a testa bassa e diede una craniata sulle costole a Pegaso che cadde a terra.
Si rialzò prontamente il mitico equino e, facendo roteare la coda disse :"Ti hanno visto in tutto il mondo! Tutto il mondo ha visto!"
Will e Raul corsero verso i due equini e allontanarono a forza Furia, portandolo verso il bosco.
"Ma che ti viene in mente? Sei impazzito?"
"E' colpa sua" si difese il cavallo "ha insultato pesantemente mia sorella.
Ha detto che è una gran cavalla ed una gran troia"
"Ma no, avrai capito male" disse Will per cercar di rasserenare gli animi "essendo greco avrà sicuramente fatto riferimanto al cavallo di troia."
"E tu che sei un CowBoy che ne sai dell'Eneide?"
"Perchè, adeso i CowBoy possono leggere solo Tex?" disse polemico Will.
Legarono Furia ad un albero, poi tornarono da Pegaso.
Ma il cavallo alato era già volato via.
Però arrivò un uomo.
"Non ci credo!" urlò Raul "George Clooney!"
"No guardi, in realtà sono Nikopoloidis portiere dell'Olimpiakos nonchè della nazionale greca.
"Però assomiglia molto all'attore..." "Sì me lo dicono in molti.
In ogni caso, sono qui perchè sto cercando Pegaso, il mio cavallo alato: essendo io greco, mi è stato lasciato in eredità dai miei avi. L'avete visto?"
"E' appena volato via."
"Accidenti, bello è bello non c'è niente da dire, ma appena ti giri un attimo scompare.
Io vi saluto cerco di recuperarlo":
"Salve" disse Will.
"Arrivederci...e Forza Grecia!" fece Raul
Appena Nikopolidis si fu allontanato Will guardò l'amico con espressione sorpresa e chiese: "Forza Grecia?"
"Beh, volevo dire qualcosa di carino e non mi veniva niente".
Che giornata pazzesca.
Passarono i mesi, e diverse furono le versioni di chi raccontava questa strana vicenda.
Alcuni dicevano che comunque una testata sulle costole non si dà e che, ad ogni modo, uno come Pegaso non sarebbe mai sceso così in basso e che Furia si era inventato la storia degli insulti.
Altri, invece, sostenevano che Furia avesse ragione, non si possono insultare i parenti.
In ogni caso, nell'ambiente dei mass -media, in particolare in quello della carta stampata sportiva, una voce insistente sosteneva che quest'anno il Pallone d'Oro l'avrebbe vinto Furia
Spiderman camminava per strada sicuro di sè, quando all'improvviso due mani umane gli strinsero il collo: erano le mani di Max Pezzali."Ti ho preso finalmente bastardo di un ragno! Io faccio una canzone che spopola in cui dico che ti hanno ucciso e tu? Tu che fai? Due film! Non uno, due film e li distribuisci in tutto il mondo. E la mia credibilità crolla.
'Ma non lo avevano ucciso? Quel Max pezzali è un gran bugiardo, non ci si può fidare ' diceva la gente, ed ora tutti mi guardano come se fossi un delinquente."
Le mani d Pezzali si stavano stringendo sempre di più attorno al collo di Spiderman, quando altre due mani presero il collo del cantante degli 883: erano le mani di Mauro Repetto.
"Eccoti qui bastardo!Mi hai usato e poi gettato! Per anni tu cantavi ed io, nei video e ai concerti, ballavo e mi muovevo come un idiota sul palco. Non suonavo nessuno strumento, non dicevo una parola, mi muovevo e basta, proprio come un cretino.
Poi, una volta arrivato il successo, mi hai scaricato e sei rimasto solo tu.
A te la fama, il denaro, le donne e a me? Di me è rimasto il ricordo di un deficiente biondo che balla e basta".
Repetto stava quasi per ammazzare Pezzali quando si sentì il fischietto di un vigile.
"Che succede qui?" disse il vigile "smettetela immediatamente o vi faccio arrestare entrambi e tre!"
Ma in realtà il vigile non era un vero vigile.
Era Cristian de Sica vestito da vigile che aveva appena finito di girare uno spot di una nota marca di telefonia.
Il vigile stava iniziando a scrivere il verbale, quando due mani (stavolta non umane) gli si strinsero attorno al collo: erano le mani di E.T.
"E.T. Telefono casa!E.T. Telefono casa!Io deve telefonare casa ma non avere telefono" diceva E.T. che aveva riconosciuto De Sica "tu fare spot per telefoni, tu avere tanti telefoni, dare uno a me che telefono casa!"
E.T. stava rubando il cellulare di De Sica, quando due mani gli si strinsero attorno al collo: erano le mani di Calderoli.
"Eccolo là! Delinquente! Solo rubare sapete! Venite qui e ci rubate il lavoro, le donne e pure i telefoni. Non bastavano gli extracomunitari, pure gli extraterrestri ci si mettono!"
In tutto, si era ormai formata una coda di sei persone che si tenevano per il collo.
Passò di lì Bobo Vieri che si fermò ad osservare quella strana scena e poi disse: "Io non lo so cosa state facendo, ma voglio che sappiate che sono più uomo io di tutti voi messi assieme!" e se ne andò.
Calderoli stava quasi soffocando E.T., quando due mani gli si strinsero al collo: erano le mani di Superman.
"Lascialo stare!Io sono Superman e difendo i più deboli!"
Le mani di Superman stavano stritolando Calderoli, quando un braccio gli si strinse intorno al collo: era il braccio di Wonder Woman.
"Ma bravo! Son capaci tutti di prendersela con Calderoli! Perchè non combatti con qualcuno più forte di te?"
"Gulp!!!" esclamò Superman.
"Finalmente un pò di gnocca" commentò Repetto.
Il braccio di Wonder Woman stava strangolando Superman, quando qualcosa di duro ed eretto le si appoggiò ai pantaloni : era il membro dell'Uomo Invisibile.
L'uomo Invisibile si stava quasi infornando Wonder Woman quando qualcosa di duro ed eretto si appoggiò ai suoi pantaloni: era il membro di uno sconosciuto che voleva trombarsi Wonder Woman, solo che aveva sbattuto contro l'Uomo Invisibile che stava dietro di lei.
"Chi sei?!?" urlò l'uomo sconosciuto piuttosto incazzato.
"Sono l'Uomo Invisibile, e le le Wonder-chiappe le ho viste prima io!"
Lo sconosciuto si incazzò tantissimo, i muscoli gli si gonfiarono, la camicia si strappò, diventò tutto verde: era l'Incredibile Hulk.
"Bravo!" urlò Calderoli "Verde ed incazzato, proprio come piace a noi Padani!"
Si era ormai formata una fila di 10 persone che si tenevano per il collo.
Passò di lì un giappnese, che vedendo l'insolita scena chiese: " Posso io fotoglafale voi?"
"Sempre a fotografare state!" urlò Calderoli, "possibile che voi cinesi fotografiate qualunque cosa? Non vi basta minare il mercato europeo con i vostri prodotti sottoprezzo?"
"Velamente quelli essele cinesi, io essele giapponese" disse il passante.
"Giapponesi, cinesi, tutti uguali siete".
Passò di lì Nanni Moretti che disse: "Perchè invece di prendervi per il collo, il primo e l'ultimo della fila non si danno la mano e facciamo un bel girotondo tutti insieme?"
"Io non faccio nessun girotondo" esclamò Calderoli "tantomeno con un comunista di merda!"
"Va bene, va bene, era solo una proposta la mia..." disse Moretti e se ne andò.
Poco dopo passò un cinese, anche lui incuriosito dalla scena di 10 persone in fila che si tenevano per il collo si fermò a guardarli.
"Che vuoi, farci una foto pure tu?" domandò Calderoli,
"No, io essele abitante di Cina. Noi avele glandi mezzi di trasporto (E anche glandi glandi ma questa essele altla stolia),noi avele tleni supelveloci..."
In quell'istante, passò di corsa Vladimir Luxuria, e Calderoli indicanodolo/a disse al cinese "Guarda! Ce l'abbiamo pure noi il Transrapid!!".
E mentre nell'aria echeggiava la grassa e padana risata del leghista, ecco avvicinarsi un santone.
"Salve a voi" disse, rivolgendosi a tutti i presenti.
"Perchè litigate?
Perchè lasciate che l'ira e l'Iran e l'Iraq e l'IRAP abbiano la meglio su di voi?
Unitevi in forma di cerchio e non ci sarà più un primo ed un ultimo, sarete l'Infinito, l'Inizio e la Fine, Lo Ying e lo Yang, Il Cip ed il Ciop, Il Rick ed il Gian, l'Alfa e l'Omega, ed il motivo della vostra rabbia vi sembrerà futile".
Tutti i presenti applaudirono, anche Calderoli fu toccato al cuore dalle parole del saggio e si lasciò sfuggire una tipica espressione padana:"Minchia!Sentito il Santone?"
E così si unirono tutti nella forma di cerchio, alla ricerca dell'Uno, del Tutto, del Nadir e dello Zenit, e già dall'espressione dei loro visi si capiva che stavano tutti meglio e non volevano più la guerra.
Dopo alcuni secondi di riflessione parlò Calderoli: "Grazie Maestro,tu oggi ci hai dato una grande lezione, mediteremo a lungo sulle tue parole".
Il Maestro alzò il dito medio, si tolse la maschera, e con voce e faccia da Nanni Moretti disse: "Alla fine te l'ho fatto fare il girotondo eh? Pirla!"
"Gulp!!!" disse Calderoli.
Avrebbe voluto rincorrere Moretti, ma non poteva spezzare il cerchio dell'Armonia.
Anche perchè a tenerlo per mano c'erano Hulk e Superman e non era il caso di farli innervosire.
Si vide un flash, il passante giapponese aveva scattato la foto.
Così Calderoli fu immortalato mentre, al calar del sole, faceva "giro giro tondo casca il mondo" con Hulk e Superman che lo tenevano per mano e con E.T. sulle spalle che gli tirava le orecchie.
Sullo sfondo si vide sfrecciare un'ombra: era Luxuria che tornava di corsa a casa .
Ogni tanto è bene ripostarla
di Stefano Benni
Io ti amo
E se non ti basta
Ruberò le stelle al cielo
Per farne ghirlanda
E il cielo vuoto
Non si lamenterà di ciò che ha perso
Che la tua bellezza sola
Riempirà l’universo
Io ti amo
E se non ti basta
Vuoterò il mare
E tutte le perle verrò a portare
Davanti a te
E il mare non piangerà
Di questo sgarbo
Che onde a mille, e sirene
Non hanno l’incanto
Di un tuo solo sguardo
Io ti amo
E se non ti basta
Solleverò i vulcani
E il loro fuoco metterò
Nelle tue mani, e sarà ghiaccio
Per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
E se non ti basta
Anche le nuvole catturerò
E te le porterò domate
E su te piover dovranno
Quando d’estate
Per il caldo non dormi
E se non ti basta
Perché il tempo si fermi
Fermerò i pianeti in volo
E se non ti basta
vaffanculo.
La lunga scia infuocata che la seguiva nel suo tragitto celeste, altro non era che il risultato della combustione delle sue continue ed infinite flatulenze che a causa dell'alta velocità si incendiavano in seguito ad una reazione chimica.Eppure chi la vedeva da terra la ammirava estasiato.
I poeti scrivevano poesie, gli innamorati si baciavano dolcemente, i sognatori esprimevano desideri, i premier festeggiavano compleanni di neo diciottenni, i Re Mida trasformavano in oro tutto cio' che toccavano e i Re magi recavano in dono oro incenso e mirra.
Questo racconto ci insegna che le cose che vediamo da lontano e che osserviamo con leggerezza ci illudono di essere circondate da un alone di mistero e di essere cariche di poesia e di magia, ma se ci avviciniamo e le guardiamo con più attenzione spesso puzzano di merda.
Nota dell'autore: il termine "ventata" inserito nel titolo non è stato buttato lì così, ma è stato accuratamente studiato e selezionato in mezzo a millanta sinonimi in modo da dare un senso di continuità tra titolo e racconto (ventata=flatulenze).
Perchè quì non è che usiamo le parole a caso.





